Sanità: Zingaretti si velocizzi e autorizzi le stabilizzazioni dei precari della Asl di Latina prima di puntare il dito

Precari della sanità del Lazio, come al solito il presidente Zingaretti è molto più bravo e veloce a scrivere le sue agenzie piuttosto che a svolgere le funzioni a cui è chiamato anche in qualità di commissario ad acta per la sanità del Lazio. A contraddire le sue parole sono ogni volta i fatti. Nel caso specifico dei precari operanti nella sanità del Lazio, sono le sue inadempienze a ritardare le procedure straordinarie di stabilizzazione, previste dalla normativa vigente, e non quelle delle Asl. Ma Zingaretti, con il piglio tipico del maestro in cattedra, anche in questo caso si è limitato a puntare il dito sugli altri. Ha chiesto, sembra con una nota ai direttori generali e ai commissari delle Asl e delle aziende sanitarie del Lazio, di “velocizzare le procedure previste per la stabilizzazione dei precari”. Peccato che, forse per la fretta imposta a chi vuol sempre essere il primo della classe, non ha notato o fa finta di non notare, che in questa situazione l’unico che deve velocizzare qualcosa è proprio lui. Un caso su tutti è rappresentato dalla situazione della Asl di Latina in cui, stando i dati che ci ha fornito l’azienda a seguito di nostra specifica richiesta, il personale precario in possesso dell’anzianità necessaria per accedere alle relative stabilizzazioni, risulta essere in totale di 462 unità, di cui 408 unità risultano aver maturato l’anzianità di servizio richiesto dal DPCM 6 marzo 2015 e 54 unità risultano aver maturato l’anzianità richiesta dalla Legge 208/2015. Delle 408 unità, aventi i requisiti del DPCM 6 marzo 2015, solo per 91 unità (oggi 88 unità per intervenuta cessazione medio tempore di tre unità) sono stati indetti i previsti avvisi pubblici pubblicati sull’albo pretorio della Asl di Latina ma ancora in attesa di gentile pubblicazione sul Burl. Inoltre, risulta che la Regione Lazio non abbia ancora proceduto ad autorizzare le procedure di stabilizzazione per le restanti 320 unità aventi i requisiti richiesti dal DPCM di marzo 2015 e per le 54 unità avente i requisiti della Legge 208/2015. Per queste ragioni e perché trovo inaccettabile che a pagare le spese di tale lentezza siano come al solito medici, infermieri e tecnici che pur non ricevendo risposte chiare e certe per il proprio futuro si impegnano ogni giorno per garantire prestazioni ed assistenza efficienti ai nostri cittadini, ho presentato una interrogazione urgente chiedendo a Zingaretti di sapere con quale tempistica precisa intenda procedere all’autorizzazione della stabilizzazione del personale precario operante nella Asl di Latina e, nello specifico, di 320 unità aventi i requisiti richiesti dal DPCM di marzo 2015 e per le 54 unità avente i requisiti della Legge 208/2015 al fine di dare concreta risposta all’emergenza precariato e un futuro certo al personale operante nei nostri ospedali. Vorremmo inoltre sapere quando con precisione il governatore del Lazio intenda nominare i presidenti delle commissioni relative alle selezioni per la stabilizzazione dei precari considerato che ha provveduto a farlo solo per le cinque Asl di Roma, per l’Ifo e per la Asl di Rieti. Mentre per le altre, tra cui quella di Latina, non è dato sapere quando il miracolo anche in termini di rapidità sarà attuato. Mi auguro che Zingaretti sia non solo veloce nella risposta in aula ma soprattutto dettagliato e preciso rispetto al quesito posto magari degnandoci della sua presenza almeno su un tema che non tocca solo la vita dei 462 precari della Asl di Latina ma anche quella delle loro famiglie e dei cittadini del Lazio. Prima di vedere la pagliuzza nell’occhio degli altri il presidente cominci a vedere la trave nel proprio. Potrebbe essere un buon inizio per la sanità del Lazio quello annunciato da Zingaretti e mai realizzato in quasi cinque anni di legislatura.

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