Sanità, Zingaretti tace mentre interi reparti scompaiono, il Dea di II livello al Goretti resta un miraggio e la prevenzione zoppica

Sanità resta il caos e la stagione estiva sta entrando nel vivo. Siamo a metà giugno e siamo costretti a constatare che le promesse, del presidente della Regione Lazio, Zingaretti, sono rimaste parole che giocano al vento. Della realizzazione del Dea di II livello al Santa Maria Goretti di Latina non abbiamo notizia. Non ci sono stati gli auspicati e necessari passaggi per rendere l’ospedale più importante, e punto di riferimento di una intera provincia, adeguato a recepire tutte le competenze e specialità che un Dea di II livello prevede. Per la prevenzione del papilloma virus la sala operatoria al Santa Maria Goretti di Latina è disponibile, nel mese di giugno, solo sabato 27 lasciando in attesa le tantissime donne che necessitano di un intervento, che tra l’atro richiede una tempistica estremamente precisa per essere effettuato, per rimuovere l’infezione. Anche un settore determinante come la prevenzione di un virus che può portare alla degenerazione delle cellule in patologia tumorale del collo dell’utero, in cui la Asl di Latina eccelle nella fase della diagnosi grazie alla preparazione e competenza dei medici, non trova spazio nell’ambito ospedaliero a causa del disinteresse del presidente della Regione e dello stesso direttore generale della Asl di Latina. Intanto i cittadini continuano ad avere una percezione della sanità agli antipodi rispetto a quella che Zingaretti, con l’assenso del direttore generale della Asl di Latina, a suon di slogan continua ad annunciare sulla stampa. Continuo a ricevere appelli da parte dei cittadini che raccontano storie, personali e di famiglia, che sono al limite di una sanità da terzo mondo. L’ultimo ma solo in ordine di tempo mi ha raccontato del calvario vissuto da suo nipote, un bambino piccolo, che per avere assistenza è stato sballottato dall’ospedale di Fondi a quello di Terracina, costretto a fare gli esami in un ospedale e la consulenza pediatrica in un altro, che chiamava la guardia medica, perché ovviamente l’emergenza urgenza dell’ospedale di Terracina e Fondi è ridotta a poche ore diurne, senza ricevere risposte e che dopo ore trascorse in attesa di un responso in questa gimkana ha ottenuto anche una diagnosi errata. E non parliamo di liste di attesa sempre più lunghe, di ambulanze senza medico a bordo, del fatto che l’ospedale di Fondi, come ha sottolineato mille volte il sindaco De Meo, sta vedendo nonostante le rassicurazioni da parte di Zingaretti e Caporossi, la chiusura di due reparti quali ginecologia e chirurgia determinanti per il funzionamento del Pronto soccorso del San Giovanni di Dio. La stagione estiva sta entrando nel vivo e, nel deserto dell’assistenza territoriale, i nostri ospedali saranno sottoposti ad un regime di blocchi necessari a garantire le ferie al personale medico, infermieristico e tecnico, già sottodimensionato per far fronte all’ordinaria gestione degli ospedali. Zingaretti di fronte a questa situazione continua a spiegarci il buono che la sua amministrazione ha fatto in questi due anni e mezzo. Ma i cittadini non hanno visto un solo risultato. Una vergogna che continueremo a denunciare per non lasciare soli i pazienti e le loro famiglie già costretti ad affrontare il trauma di una malattia e che si vedono negare la giusta assistenza. Continueremo a lottare finchè Zingaretti non emergerà dal torpore e non comincerà a comprendere che le strategie che sta mettendo in campo non solo sono fallimentari ma stanno peggiorando un quadro già estremamente critico. Oggi il nostro plauso va a tutti quei medici e a tutto il personale che nelle nostre strutture cerca con sforzi enormi di colmare le inefficienze legate all’inerzia di Zingaretti e Caporossi, garantendo una assistenza umana e professionale di eccellenza.

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