Sanitari del 118 aggrediti: aumentare sorveglianza e personale

Intendo esprimere la mia solidarietà all’infermiera aggredita e agli altri operatori sanitari insultati da un uomo, a quanto pare ubriaco, soccorso nella giornata di ieri dal personale del 118 in via Fillippini a Roma. L’episodio ripropone il problema della sicurezza degli operatori, professionali o volontari, dei mezzi di soccorso. I servizi H24 vengono utilizzati anche per sopperire alle carenze organiche del territorio. Gli utenti si rivolgono sempre di più al 118, spesso si registra un numero eccessivo di chiamate non congrue e di conseguenza si verifica un grande afflusso nei Pronto Soccorso. In tal senso la prima considerazione da fare è inerente alla necessità di potenziare una rete assistenziale ancora debole sul territorio romano e laziale. Io non so fino a che punto possiamo pretendere dai nostri operatori, da tutti quelli che lavorano nella sanità, ulteriori sacrifici. Sono sempre in trincea, io raccolgo ogni giorno richieste di medici e infermieri che chiedono l’aumento di organico. Siamo rimasti in una fase emergenziale che passa per ospedali depotenziati e servizi erogati solo grazie al personale e alle eccellenze impiegate nelle strutture sanitarie.
C’è quindi da garantire l’incolumità per gli operatori. La maggior parte delle aggressioni risultano consumate contro i sanitari dei Pronto Soccorso ed il personale in forza alle ambulanze. Entrambi comparti che si dedicano all’emergenza e che, negli ultimi tempi, sono stati bersaglio di violenze ingiustificate e scatenate da futili motivi. Il più delle volte subiscono danneggiamenti anche le stesse ambulanze, magari attraverso la rottura di un vetro o di un portellone.
Stando ai dati dell’Osservatorio della Croce Rossa relativi al primo semestre 2019, il 42% delle aggressioni sono fisiche e non limitate all’insulto o all’invettiva, il 47% delle aggressioni avviene in strada, il 35% delle violenze sono compiute da persone non direttamente coinvolte nel soccorso. Non bastano più le parole di solidarietà o di condanna, ora occorrono azioni concrete e misure per contrastare tali episodi di violenza e dare serenità agli operatori. In primis occorre rafforzare i sistemi di videosorveglianza sia all’esterno che all’interno dei pronti soccorso. Riterrei inoltre opportuno aumentare il personale nelle ambulanze per garantire le migliori condizioni di sicurezza all’interno dei mezzi di soccorso a tutela dei professionisti e dei pazienti. Considero altresì urgente il miglioramento della fase dell’accoglienza nei Pronto Soccorso, ma soprattutto la presenza o l’implementazione della vigilanza nelle strutture ospedaliere, per dare adeguate garanzie di sicurezza agli operatori. Dunque non basta prendere atto delle violenze ma è nostro dovere trovare soluzioni, davanti ad un fenomeno dai contorni sempre più inquietanti

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