Servono risorse e assunzioni. Nuovo governo e regione lavorino per evitare il collasso della sanità

Con il nuovo esecutivo si riproporranno inevitabilmente i temi legati al diritto alla salute dei cittadini e alla necessaria evoluzione dell’intero sistema sanitario. Vecchi problemi dovranno trovare soluzioni concrete. In tal senso auspico la chiusura in tempi rapidi del nuovo Patto per la Salute per blindare gli indispensabili 3,5 miliardi di aumento del Fondo sanitario nazionale. Diventa indispensabile la revisione del blocco del tetto di spesa che consentirà alle Regioni di procedere a nuove assunzioni. Al tempo stesso occorrerà affrontare con urgenza le conseguenze di Quota 100 che ha accelerato la fuoriuscita del personale sanitario.
Nel Lazio 2.500 circa sono state le uscite tra il 2016 e il 2018 e altri 7.500 professionisti sono destinati alla pensione nel quinquennio 2018-2023. Una stima che va ad aggiungersi agli effetti decennali del blocco del turnover dovuti al piano di rientro dal deficit accompagnati ai pensionamenti hanno prodotto a fine 2018 una carenza pari a 4.600 unità lavorative del settore sanitario tra medici, infermieri, tecnici e collaboratori amministrativi.
Urgono dunque interventi perentori sul territorio della nostra regione. Personalmente ritengo necessario superare per ciò che concerne i servizi infermieristici e sanitari, la cosiddetta esternalizzazione, attraverso la prosecuzione e l’incremento dei concorsi pubblici nelle aziende sanitarie per l’assunzione a tempo indeterminato delle figure necessarie all’assistenza e la cura delle persone. Per questo considero fondamentale uniformare i comportamenti delle varie Asl laziali, magari facendo riferimento al ‘modello’ Sant’Andrea, dove non è stata necessaria la prova di preselezione per i precari e si è passati direttamente alla fase concorsuale. Penso quindi all’urgenza di potenziare il numero di medici specialisti. La mancanza di figure specifiche, come gli anestesisti, i ginecologi, i pediatri e gli ortopedici sta determinando in molti ospedali seri problemi di funzionamento. Bisogna aumentare i contratti di specializzazione tenendo conto del reale fabbisogno di specialisti nei prossimi anni. Quello delle risorse umane nel campo sanitario è un tema cruciale dunque. La norma prevista nel Decreto Calabria è un primo passo apprezzabile, ma serve molto di più. Senza nuove assunzioni il sistema rischia il collasso

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