Sicurezza: emergenza Torrente Pontone, la Regione come al solito si volta dall’altra parte

La risposta dell’assessore Refrigeri all’interrogazione discussa oggi durante il question time in consiglio regionale, sulla gravissima emergenza del Torrente Pontone, è stata evasiva e non soddisfacente. Come al solito l’assessore non si è smentito. Promette sempre e manca di certo. E anche oggi si è dimostrato coerente con questo modo di fare. Sono stati posti dei quesiti chiari. Abbiamo ottenuto un resoconto delle tappe non effettuate nel passato e un gioco allo scarica barile sulle competenze con un rinvio a data da destinarsi di qualsiasi decisione in merito. Tutto questo non ci interessa. Non interessa ai cittadini o agli amministratori locali che si trovano a gestire da soli una situazione incontrollabile, gravati dal peso di responsabilità, come quella di evacuare la zona come indicato dal prefetto, ingestibili. L’emergenza è oggi. La stagione delle piogge sta entrando nel vivo. Il rischio di esondazione del Torrente è ogni giorno più concreto. E’ di fronte a questo che la Regione ha il dovere di intervenire per evitare nuove tragedie. Non sono stati chiesti miracoli ma un impegno preciso da parte della Regione Lazio per mettere in atto gli interventi straordinari ed urgenti di messa in sicurezza del Torrente Pontone, quantificati in circa 200/300mila euro, per garantire l’incolumità dei cittadini. E’ stato chiesto che la Regione Lazio si assumesse l’impegno a finanziare la progettazione esecutiva occorrente per la cantierabilità dell’opera. Progettazione avviata dagli uffici tecnici dei Comuni di Gaeta, Itri e Formia, che al momento è già in fase avanzata, al fine di quantificare con esattezza le somme necessarie alla sua attuazione nonché la consequenziale suddivisione in lotti funzionali e il relativo cronoprogramma attuativo al fine di tutelare cittadini ed imprese evitando ulteriori danni alle comunità residenti. E’ stato chiesto perché non ha mantenuto fede agli impegni assunti, durante la riunione del 30 gennaio 2015, con i sindaci di Gaeta e di Itri, i tecnici e i due rappresentanti del Comitato Pontone, finalizzati al reperimento delle risorse necessarie ai lavori straordinari ed urgenti e alla messa in opera del progetto definitivo per la messa in sicurezza del Torrente Pontone. Ancora una volta siamo costretti a constatare che questo impegno non è stato assunto e che le risposte non sono arrivate. Che le aspettative dei cittadini sono state deluse. E che forse l’unico intervento che potrebbe essere messo in atto entro al fine dell’anno, che per stessa ammissione dell’assessore Refrigeri risulta essere minimale in termini di sicurezza,  è la pulizia degli argini. E’ come dire che si vuole spegnere un incendio con un bicchiere d’acqua. Auto deresponsabilizzarsi è quanto di più sbagliato una amministrazione, come quella regionale, possa fare negando anche a se stessa che ormai per il Torrente Pontone non esiste più una emergenza ma un flusso continuo di dissesti e di rischi a danno dei cittadini residenti nei Comuni di Formia, Itri e Gaeta, che da un momento all’altro possono trasformarsi in catastrofi. Il tutto con interventi tampone che non risolvono il problema ma allungano una agonia e aumentano il pericolo per intere comunità.

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