SIMEONE: “Abbattimento liste di attesa, il piano Zingaretti è poco efficace”

Intervento del consigliere regionale del Pdl, Giuseppe Simeone, sul piano per abbattere le liste di attesa che presenta numerose lacune e non risponde di fatto al diritto alla salute dei cittadini

“La presentazione di un piano di abbattimento delle liste di attesa da parte del presidente della Regione Nicola Zingaretti, nella sua funzione di commissario ad acta, è un passo avanti ma non è la soluzione ad un problema che grava sulla vita dei cittadini. E’ necessario fare molto di più. Il piano detta le linee sulla tempistica ma si scontra con i limiti di una sanità sotto la scure del commissariamento, imbrigliata nelle catene del blocco del turn over e dei costanti tagli imposti dalla spending review. Il piano non ci piace per un semplice motivo: eliminare le liste di attesa significa svolgere gli esami richiesti dal paziente nell’arco di poche ore e non di giorni o settimane o anni come accade ora. In questo senso non posso che condividere le osservazioni avanzate dall’associazione Codici. Non è possibile che per una visita cardiologica a Latina si debbano attendere 103 giorni e addirittura 200 alla Asl di Roma o che per mammografia bilaterale (due proiezioni) è necessario aspettare 307 giorni nella Asl Rm E e 300 giorni a Latina solo per fare alcuni esempi. Resta il gap imposto dal blocco del turn over che renderà difficile l’estensione dell’utilizzo delle apparecchiature. Nel piano, inoltre, non è indicato come si intenda rinnovare e potenziare il Recup (Centri di prenotazione unico regionale) per rispondere alle esigenze dei cittadini. Abbattere le liste di attesa è un passo imprescindibile per rendere il servizio sanitario del Lazio all’altezza degli standard di altre regioni italiane e internazionali sul piano della qualità e dell’efficienza. Mi auguro che in questa fase, e prima dell’entrata in vigore del piano a gennaio 2014, il commissario Zingaretti ascolti tutti i protagonisti del settore e recepisca suggerimenti migliorativi come quelli di Assotutela che propone di aprire le liste di attesa di tutti gli ospedali del Lazio e di metterli in rete con il Recup. Per rispettare nel concreto il diritto alla salute dei cittadini bisogna eliminare la frammentazione delle richieste di prestazioni, bisogna creare una integrazione reale tra le strutture ospedaliere e tra queste e il territorio, oltre che dei protocolli condivisi con i medici di famiglia per ridurre la richiesta di esami inutili. E soprattutto mi auguro che tutti gli sforzi di questa Regione siano concentrati al raggiungimento della chiusura della fase di commissariamento della sanità nel Lazio. Solo in questo modo torneremo a riappropriarci del ruolo di indirizzo, regolamentazione e valutazione che ci compete come consiglio e istituzione”.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *