SIMEONE: “Ares 118, Zingaretti intervenga. A rischio la vita dei cittadini. Emblematico il caso di Sonnino”

Intervento del consigliere regionale del Pdl, Giuseppe Simeone, che si unisce alla protesta del sindaco di Sonnino e sottolinea come sinora la Regione sia stata indifferente nonostante i numerosi appelli a rivedere l’organizzazione del servizio di emergenza che non può prescindere dalla presenza di un medico su ogni ambulanza
“Ares 118, se non si prendono misure immediate rischiamo la tragedia. Lo avevamo detto a più riprese. Abbiamo scritto al presidente della regione Zingaretti, al direttore generale dell’Ares 118 De Santis, al sub commissario Spata per evidenziare la situazione critica che si è venuta a creare sul territorio pontino a seguito della riorganizzazione del servizio di emergenza. Ma nessuno è intervenuto. E quanto è accaduto a Sonnino, dove una persona ha rischiato la vita a causa dell’impossibilità ad intervenire dei volontari del 118 presenti è solo l’ennesima dimostrazione di quello che rischia di trasformarsi in un default totale della sanità nella provincia di Latina. Non posso che essere solidale con il sindaco di Sonnino Luciano De Angelis che si è incatenato a Sonnino Scalo per avere una risposta e per alzare la voce contro un’assurdità. La comunità di Sonnino ad oggi non può contare su alcun presidio di soccorso ed è costretta, nonostante il Comune abbia messo a disposizione i locali per il 118, ad attendere una ambulanza che viene da altri territori. Il risultato è che è in pericolo la vita dei nostri concittadini. Non vogliamo essere profeti in patria ma il presidente Zingaretti non può più sottrarsi a quello che è un atto di responsabilità e risiede nella revisione immediata del piano di riorganizzazione dell’Ares che così come è stato impostato diventa un servizio inutile. Queste scelte stanno producendo solo disservizi a fronte di sbandierati risparmi che di fatto non si rilevano. La soppressione dei presidi dell’Ares 118, la mancanza di un medico su tutte le ambulanze stanno cancellando ogni possibilità di qualità dalle prestazioni in emergenza oltre che l’impossibilità di effettuare i percorsi previsti dall’organizzazione delle reti assistenziali per i pazienti critici in emergenza sul territorio. Il nuovo piano dell’Ares, emanato a febbraio 2013, inoltre riduce il numero delle automediche portandole al di sotto dei parametri previsti dal regolamento ministeriale. Mi auguro che Zingaretti intervenga immediatamente o si deve ritenere responsabile della negazione del diritto alla cura, alla salute e all’assistenza che questa gestione scellerata e approssimativa della sanità a tutti i suoi livelli produce a danno e a discapito della vita stessa dei cittadini”.

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