SIMEONE: “LE NOMINE POCO TRASPARENTI DI ZINGARETTI”

Il consigliere regionale del Pdl ha portato il caso dell’incarico esterno sul tavolo della riunione dei capigruppo. Resta alta la tensione in Regione in attesa di una risposta all’interrogazione urgente presentata
Il consigliere regionale del Pdl, Giuseppe Simeone, ha portato sul tavolo della riunione dei capigruppo del consiglio regionale la questione della nomina, quale responsabile della struttura “contrasto alla corruzione, trasparenza e semplificazione” di un dirigente esterno. «La manovra del presidente della Regione, Nicola Zingaretti, tramite il segretario generale non ha lasciato alcuno indifferente come dimostrano sulla stampa gli interventi dei colleghi consiglieri. Due giorni fa ho presentato una interrogazione urgente sul caso ma non abbiamo intenzione di fermarci qui. Quello che lascia perplessi è la scelta di collocare in un ruolo determinante per il buon andamento dell’amministrazione una persona esterna e che, come tale, non risulta essere libera da vincoli e condizionamenti. Il fatto che la scelta non sia ricaduta, come previsto dalla norma, su dirigenti interni all’amministrazione e la conseguente possibilità di revocare l’incarico in qualsiasi momento contraddice lo spirito della norma facendo si che l’azione del soggetto responsabile sia condizionata e non autonoma. Le ragioni di questa decisione dovrebbero essere, tra l’altro, giustificate da necessità organizzative. Passaggio che,nell’ atto di conferimento, non è menzionato. Il segretario generale, infatti, motiva la scelta unicamente invocando la natura fiduciaria dell”incarico, criterio non contemplato dalla normativa di riferimento. Risulta quindi arbitrario ed immotivato l’atto a firma del segretario che ha conferito un incarico ad personam, senza gara pubblica e in barba alla legge che prevede in questi casi un avviso pubblico per dare a tutti gli aspiranti con i requisiti richiesti la possibilità di partecipare. Quanto accaduto evidenzia un deficit di trasparenza da parte dell’amministrazione ed una corsa in avanti inaccettabile del presidente che non è un leader solo alla guida della Regione. Vogliamo sapere in base a quali criteri questa scelta sia stata compiuta. Zingaretti, tramite il segretario generale, ha agito fuori dalle regole basilari poste a garanzia dei cittadini».
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