SIMEONE: “ZINGARETTI VUOLE METTERE A TACERE IL CONSIGLIO REGIONALE”

Il consigliere regionale del Pdl, Giuseppe Simeone, interviene in merito alla proposta di modifica del regolamento del consiglio che impedirebbe all’opposizione qualsiasi azione in aula. “Siamo pronti a combattere con ogni strumento perché non venga uccisa la democrazia”

“La giunta Zingaretti e la sua maggioranza stanno cercando di mettere a segno un vero e proprio golpe ai danni della democrazia, e dell’istituzione Consiglio, con la proposta di delibera finalizzata alla modifica del regolamento dei lavori del consiglio regionale. La variazione proposta all’articolo 68 vedrebbe l’inserimento di un “comma 1bis” nel quale si prevede che “la maggioranza può chiedere che un determinato emendamento, subemendamento o articolo aggiuntivo sia posto per primo in votazione in deroga all’ordine di votazioni proposte”. E che, soprattutto, “l’approvazione a maggioranza dei componenti del consiglio espressa con votazione nominale, fa decadere qualsiasi altro emendamento, subemendamento o articolo aggiuntivo relativo allo stesso testo”. Se questa proposta di modifica dovesse essere approvata verrebbe meno ogni forma di confronto in aula. Con questa manovra si tenta di colpire la possibilità e il diritto di azione e controllo dell’opposizione svuotandola di ogni potere e legittimità. Dietro tutto questo c’è una cultura che nega il confronto in nome di una presunta superiorità intellettuale che è caratteristica della cultura illiberale patrimonio di questa maggioranza. Noi invece ci ispiriamo a principi di libertà, prima per i nostri avversari e poi per noi. La ragione delle nostre preoccupazioni è legata a questa scelta specifica ma, soprattutto, al modo di agire che le sta dietro e che purtroppo ritroviamo anche a livello nazionale sotto forma di criminalizzazione dell’avversario. Proprio in base a questi principi che sono fondamento del nostro agire politico siamo pronti ad alzare le barricate e ad opporci con ogni mezzo perché questa modifica al regolamento non venga approvata e sia salvaguardato il valore della democrazia nell’istituzione consiglio qualunque sia il colore della sua maggioranza”.

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