Sportello agricolo di zona a Terracina, interrogazione urgente su mancata riapertura

La mancata riapertura dello sportello agricolo di zona a Terracina sta creando gravissimi disagi ai cittadini, alle imprese e al settore agricolo che rappresenta il motore dell’economia pontina. Per fare chiarezza su una situazione che, tra promesse mai mantenute e i soliti slogan dal sapore molto elettorale e poco pragmatico, ho presentato una interrogazione urgente a risposta immediata per conoscere, dal presidente Zingaretti e dall’assessore all’agricoltura Sonia Ricci, quali siano le ragioni che non hanno consentito, a settembre 2013, la riapertura dello sportello agricolo di zona di Terracina come annunciato dall’assessore regionale all’agricoltura e come previsto dalle disposizioni regionali. Per sapere quali, e di quale natura, siano gli ostacoli che non consentono la riapertura dello sportello di Terracina, nonchè quali azioni si stanno mettendo in atto per procedere alla immediata riapertura dello sportello agricolo di zona a Terracina al fine di dare alle aziende operanti nel settore agricolo nella provincia di Latina e ai cittadini un punto di riferimento indispensabile per lo sviluppo del settore. Lo sportello agricolo di zona di Terracina è ospitato in un immobile di proprietà della Regione Lazio e fornisce servizi ad una utenza di circa 10 mila aziende agricole, oltre a 50 cooperative ortofrutticole, 100 aziende vivaistiche, alcune delle quali di rilevanza nazionale, industrie vitivinicole, frantoi, industrie olearie e caseifici dislocate su un territorio molto vasto che comprende i Comuni di Terracina, Pontinia, San Felice Circeo, Sabaudia e quelli dell’area dei Monti Lepini. L’assessore regionale all’agricoltura, Sonia Ricci, aveva assicurato “la riattivazione immediata dello sportello agricolo di Terracina” prospettando la data di apertura a settembre 2013. Ma da quell’annuncio nulla è stato fatto tanto che dello sportello, fondamentale per assicurare la omogenea copertura del territorio, non c’è alcuna traccia con danni ingenti, oltre a quelli causati dalla gravissima crisi economica in corso, e ripercussioni negative, in termini di indotto, per un settore chiave del territorio pontino e di tutto il Lazio. Ci sono gli atti, deliberazioni di giunta e determine dirigenziali, ma non c’è la consequenzialità. Le grandi promesse sono l’arte della pubblicità non della politica e dell’amministrare. Zingaretti e la sua giunta comincino ad amministrare, a passare dalla teoria alla prassi, uscendo dal tunnel del consenso a tutti i costi.

 

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