Sulla Roma-Latina basta melina, Zingaretti si faccia garante dell’opera

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha trasmesso al ministero dell’Economia un elenco di 77 opere che avranno un commissario straordinario, così come previsto dal Dl sblocca cantieri. Via XX Settembre adesso dovrà vistare il piano e lo invierà al presidente del Consiglio per l’approvazione dei decreti. In tal modo queste 77 opere dal valore complessivo pari a 38 milioni, avranno una sorta di ‘corsia preferenziale’ rispetto a tutte le altre infrastrutture.
Con grande stupore noto che non sono presenti in questo elenco opere fondamentali come il Corridoio intermodale Roma-Latina e la bretella Cisterna-Valmontone.
Questo provvedimento non deve sorprenderci, dal momento che lo stesso ministro ancora in carica, nel mese di luglio aveva escluso le opere della nostra regione dall’elenco degli interventi previsti dal Cipe.
A queste prese di posizione dobbiamo aggiungere il fatto che a distanza di quasi 4 mesi dalla sua istituzione il tavolo tecnico Regione-Ministero sul futuro dell’autostrada Roma-Latina non ha prodotto risultati. Siamo difronte con tutta evidenza ad un fallimento vero e proprio.
Nonostante il quadro sia sconfortante da parte nostra non c’è l’intenzione di mollare la presa. A tal proposito rivolgo quindi un invito a Nicola Zingaretti, nella veste di governatore del Lazio ed anche di possibile azionista del nuovo esecutivo, a farsi da ‘garante’ dell’opera.
Il governatore deve rimanere fedele alla linea portata avanti in questi anni, essendosi impegnato per la realizzazione dell’infrastruttura.
Alle parole però dovranno seguire i fatti. E il più rapidamente possibile. Perché il rischio che l’opera vada in fumo è reale. Una spada di Damocle di carattere temporale è sul punto di abbattersi. L’infrastruttura deve partire entro la scadenza del vincolo preordinato all’esproprio, ovvero la condizione minima necessaria per appaltare l’opera.
La reiterazione del vincolo è strumento fondamentale per la realizzazione dell’opera: alla scadenza infatti, non solo sorgerebbero ulteriori ostacoli, ma verrebbe meno definitivamente la possibilità dell’occupazione d’urgenza.
Il tempo della melina è finito. Abbiamo a disposizione un anno per evitare lo stop definitivo.
Per questo il presidente Zingaretti deve affrontare il problema con il massimo rigore e grande celerità. Non sarebbero più ammissibili ulteriori temporeggiamenti.
Ce lo chiedono i cittadini, i pendolari, alle prese ogni giorno con disagi incredibili della statale 148, come pure le imprese della provincia di Latina, penalizzate pesantemente dall’isolamento infrastrutturale in cui versa il territorio pontino

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