Tasse: Renzi bacchetta la Regione e Zingaretti fa scarica barile sui cittadini

Il botta e risposta tra Renzi e Zingaretti è il simbolo di un modo di fare politica e di amministrare che non guarda all’interesse dei cittadini. Renzi ha smentito Zingaretti. Ha sottolineato che non è responsabilità del Governo se il Lazio è tra le Regioni con le tasse più alte d’Italia. Zingaretti si è giustificato ricorrendo ai tagli imposti ai trasferimenti Stato – Regione dal Governo. Il tutto in un nascondino che ha evidenziato come sia Renzi che Zingaretti non abbiano idea di quello che stanno facendo. La realtà è che l’Italia è il Lazio sono rispettivamente prime in Europa e in Italia per aumento delle tasse e questo solo grazie a Renzi e Zingaretti. Questa è la situazione, quella con cui cittadini e imprese del Lazio devono confrontarsi quotidianamente. La realtà è che Zingaretti ha aumentato tutta l’imposizione fiscale tra cui l’addizionale Irpef che è arrivata al 3,3%. Lo ha fatto rifiutandosi di mettere in campo qualsiasi diminuzione dei costi. In un momento di gravissima crisi economica Zingaretti continua a parlare di sacrifici, peccato che li chieda solo ai cittadini. Gli abbiamo chiesto e proposto, dal giorno del suo insediamento, di risolvere questa emergenza con interventi concreti. Ci ha risposto mettendo le mani nelle tasche dei cittadini per prendere quello che Renzi gli ha tolto. Ha scelto di aumentare i costi della Regione assumendo 70 dirigenti esterni, 20 direttori tra Ater e Parchi, mantenendo immobili che potrebbero essere venduti portando liquidità nelle casse regionali, non tagliando le società partecipate, mantenendo la spesa sanitaria pro capite del 54% più alta rispetto alla media nazionale. Lo ha fatto rifiutando il tentativo di Forza Italia, durante la discussione sulla legge di stabilità 2015 e il bilancio di previsione 2015 – 2017, di introdurre, basandosi sul principio dell’equità,il reddito Isee quale indicatore per il pagamento dell’aumento dell’addizionale Irpef. Ha rifiutato qualsiasi intervento di riduzione della spesa corrente che avrebbe potuto alleggerire la pressa fiscale su cittadini ed imprese. Zingaretti doveva essere in grado di tirare la corda e, a fronte di una riduzione dei trasferimenti, essere in grado di gestire le risorse senza aumentare la tassazione e garantendo comunque servizi di qualità. Zingaretti è stato eletto per amministrare, per fare scelte coraggiose e politiche. Il resto sono solo annunci su cui non esiste nulla di concreto compreso quello che riguarda il fatto che l’aliquota Irpef regionale non verrà aumentata per l’80% dei contribuenti. Questo dimostra, ancora una volta, che alla fine la verità emerge e non siamo noi a dirlo ma è il segretario nazionale del partito di Zingaretti che è anche il presidente del Consiglio. Perché nello scambio di accuse sulla responsabilità dell’aumento della pressione fiscale per i cittadini del Lazio è stato Renzi a sugellare l’incapacità di Zingaretti. Certo poi le opportunità politiche hanno portato a pace fittizie ma la sostanza resta. Il punto è l’incapacità di Zingaretti, nonostante i generosi aiuti del Governo centrale a governare con scienza e coscienza la nostra Regione. Ora Zingaretti giustifichi i suoi conti davanti al consiglio. Perchè prima o poi i giocatori d’azzardo si trovano a dover calare le carte reali che hanno giocando come sanno. E loro oltre a non avere carte stanno solo giocando, uniti da questo delirio di onnipotenza mediatica, con la vita dei cittadini. Renzi e Zingaretti vivono arroccati nel loro mondo di diktat mentre i cittadini sono vessati da tasse locali che i sindaci sono costretti a introdurre per l’incapacità del governo di tagliare le spese centrali e le imprese sono umiliate da fisco, incertezza della giustizia e burocrazia. E’ vero che l’Italia cambia verso come dicono cinguettando Renzi e Zingaretti peccato che non si stiano accorgendo che il verso è esattamente contrario a quello che vorrebbero loro.

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