Terracina: chiesto all’Ater intervento urgente per rendere accessibile ad un ragazzo disabile la propria casa

L’accessibilità alla propria abitazione non può e non deve essere un’opzione. Abbattere gli ostacoli che impediscono a persone con disabilità di vivere dignitosamente la propria esistenza, già gravata da numerosi problemi, è un dovere. Partendo da questa convinzione oggi ho inviato una nota al commissario dell’Ater di Latina, Fabrizio Ferracci, e al direttore, Paolo Ciampi, chiedendogli di intervenire per dare risposte rapide e concrete ad una mamma e a suo figlio che da anni sono costretti a confrontarsi con barriere diventate insormontabili. In questi giorni, infatti, sono venuto a conoscenza della drammatica situazione che una donna e la sua famiglia stanno vivendo a causa della mancanza di adeguate strutture di supporto alla mobilità di un ragazzo disabile che non riesce ad accedere, se non con difficoltà enormi, alla propria casa. La signora, assegnataria di un immobile Ater a Terracina, ha un figlio disabile costretto da anni su una sedie a rotelle. La donna, ormai anziana, già nel 2013 aveva presentato una richiesta di intervento all’Ater per l’abbattimento delle barriere architettoniche esistenti nello stabile ma, a quanto apprendiamo, non ha avuto risposta. Oggi tale risposta non è più procrastinabile. Il ragazzo necessita, per accedere ed uscire dalla propria abitazione, che si trova al primo piano della palazzina, di un montacarichi esterno che possa assicurargli spostamenti autonomi e, soprattutto, senza dover scendere dalla carrozzina su cui è costretto. La possibilità di installare un montascale a poltroncina, infatti, non sarebbe percorribile poichè la donna non ha la forza per sollevare il figlio e questo comporterebbe una ulteriore dipendenza dall’aiuto esterno che, data la drammatica situazione che questa famiglia è già costretta a vivere, credo sia inaccettabile. Oggi ogni gradino è diventato una montagna insormontabile sia per la mamma che per il ragazzo disabile e credo che intervenire per abbattere tali barriere sia non solo un dovere morale ma, soprattutto, un segnale fondamentale per non privare queste persone già gravate da notevoli problemi della dignità che meritano. Per chi come noi rappresenta le istituzioni l’eliminazione delle barriere architettoniche è un atto di civiltà e un dovere volto ad assicurare il pieno svolgersi della vita delle persone con disabilità. Un’esigenza prima di tutto di dignità sociale per quei cittadini che rischiano di essere prigionieri delle proprie case a cui non possiamo e non dobbiamo sottrarci. Sono certo che il commissario e il direttore dell’Ater di Latina sapranno rispondere a tale richiesta assicurando l’installazione di un montacarichi esterno allo stabile che garantirà a questo ragazzo il rispetto del diritto alla mobilità e all’autonomia e fornendo alla mamma un sostegno nel rendere la vita di suo figlio almeno un pò più semplice. Il diritto non è un privilegio e per questo mi auguro che presto tali interventi siano effettuati nelle case, negli uffici pubblici e in ogni angolo delle nostre città in modo automatico e non per gentile concessione.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *