Terracina: Zingaretti intervenga per evitare la strumentalizzazione dei cittadini

In questi giorni incontrando alcuni cittadini di Terracina, e stando a quanto diffuso a mezzo stampa, ho appreso che nel point elettorale di Nicola Procaccini, candidato sindaco nonché sindaco uscente in virtù del recente commissariamento prefettizio, è stato “ospitato”  il progetto di consulenza privata per le start up ed i progetti Garanzia Giovani ad opera di un gruppo di professionisti della SAIP formazione, un ente di natura privata accreditato presso la Regione Lazio. Un fatto che, nel rispetto delle scelte legittime di ciascuno, lascia comunque perplessi soprattutto in un momento particolare quale la campagna elettorale per le elezioni amministrative rappresenta. A destare quelli che ritengo leciti dubbi è il fatto che si tratta di un gruppo di professionisti che, già durante il mandato di Procaccini, era stato inserito dallo stesso nell’area Chezzi per affiancare i servizi del Centro per l’Impiego, dell’URP, del CILO e dell’Informagiovani. In questo contesto, raccogliendo l’indignazione che mi è stata segnalata dai cittadini ho inviato una nota al presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, chiedendogli di considerare la possibilità di intervenire per mettere, immediatamente, fine a questa incresciosa situazione anche in considerazione del fatto che una mancata azione in tal senso rischia di incidere sulla credibilità della nostra Regione, e di tutti i rappresentanti politici ed istituzionali, nei confronti dei cittadini. Non è anomalo, infatti, che la scelta di ospitare nel proprio point elettorale professionisti che fino a ieri, e per espressa volontà di Procaccini, affiancavano le strutture pubbliche di “consulenza al lavoro”, susciti il legittimo sospetto che, attraverso la loro opera, si possano creare facili strumentalizzazioni in vista delle imminenti elezioni amministrative. Ritengo, infatti, che in determinati momenti storici, motivi di opportunità politica impongano anche nelle decisioni personali un’adeguata ponderazione. Il comportamento del candidato Procaccini, invece, incarna nell’immaginario collettivo quella “cattiva” politica che, in questa fase, stiamo cercando di combattere attraverso un’azione che, nel rispetto dei ruoli, dovrebbe essere da stimolo e da supporto alla crescita di un concetto di politica che faccia rivivere, nei giovani soprattutto, quella credibilità e affidabilità troppo spesso delusa. Per questo ritengo inadeguato ed inopportuno, rispetto ai valori e agli obiettivi che dovrebbero animare l’attuale classe dirigente,  la scelta di Procaccini di fare del suo point elettorale l’uso scorretto di uno strumento lecito! La preoccupazione è che vengano ingenerate false aspettative, soprattutto nelle fasce più deboli,  celate da chimere di futura occupazione. I nostri cittadini non meritano di essere presi in giro. E poiché il nostro compito non è vendere illusioni ma dare certezza delle risposte mi auguro che Zingaretti colga questa opportunità, anche solo in relazione ai sospetti che l’iniziativa di Procaccini suscita nella comunità che rappresentiamo, per dimostrare che la buona politica esiste al di là di possibili artifizi e strumentalizzazioni della buona fede dei nostri cittadini.

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