Toninelli non crede alla Roma-Latina? Zingaretti alzi la voce

Apprendo da quotidiani nazionali e locali che il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli non sarebbe convinto sull’utilità dell’autostrada Roma-Latina. Evidentemente non ci eravamo sbagliati in merito all’indiscrezione circolata nelle scorse settimane, sull’assenza di opere infrastrutturali del Lazio nell’elenco degli interventi previsti dal Cipe. L’auspicio è che lo stesso governo possa presto fare chiarezza. Ma rivolgo un ulteriore appello alla Regione Lazio, affinchè faccia sentire la propria voce.  Il 14 maggio il presidente Zingaretti aveva annunciato l’istituzione di un tavolo tecnico Regione-Ministero con una durata massima di 30 giorni per studiare e individuare le modalità migliori per arrivare all’apertura dei cantieri. Mi sembra di capire che il confronto non ha prodotto gli effetti sperati. La realizzazione del Corridoio intermodale Roma-Latina e della Bretella Cisterna-Valmontone diventa di importanza vitale per tutto il comprensorio pontino. Su quest’opera pende una spada di Damocle di carattere temporale. L’infrastruttura deve partire entro la scadenza del vincolo preordinato all’esproprio, altrimenti ogni sforzo rischia di essere vanificato. La reiterazione del vincolo è strumento fondamentale per la realizzazione dell’opera: alla scadenza infatti, non solo sorgerebbero ulteriori ostacoli, ma verrebbe meno definitivamente la possibilità dell’occupazione d’urgenza.
Mi auguro fortemente che l’amministrazione Zingaretti affronti la questione con la massima urgenza. La Regione Lazio non può assistere passivamente al depotenziamento della propria rete infrastrutturale. A pagarne le conseguenze sarebbero centinaia di migliaia di cittadini, spesso pendolari, alle prese ogni giorno con disagi incredibili della statale Pontina. Per non parlare delle aziende della provincia di Latina, penalizzate pesantemente da questo isolamento infrastrutturale sempre più insostenibile

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