Treni bloccati per ore. Pendolari abbandonati e Zingaretti se ne accorge solo ora

Neve e ghiaccio bloccano i treni. I pendolari sono costretti a costanti e lunghissimi disagi. I treni che partivano da Roma in direzione sud ieri sono stati fermati all’altezza di Campoleone dove centinaia di persone sono rimaste ammassate ore in attesa di ripartire chi verso la Capitale chi per il rientro a casa. Centinaia di persone abbandonate a se stesse tra una stazione e l’altra. La tratta ferroviaria da e per Roma è in panne tra ritardi e corse soppresse anche oggi. E Zingaretti ancora una volta dimostra di essere il “presidente del giorno dopo”. Afferma che è “inaccettabile quanto è avvenuto sui treni per i pendolari. Dell’arrivo di basse temperature si sapeva da giorni. Bisogna fare chiarezza per capire chi ha sbagliato e soprattutto affinché non accada mai più”. Lo sapeva anche Zingaretti che sarebbero arrivati gelo e neve. Ma, ovviamente, anziché fare quello per cui è stato votato dai cittadini, cioè informarsi, programmare, prevenire, intervenire per attenuare i disagi con chi di competenza ha preferito cercare i responsabili. Oggi il sistema dei trasporti nel Lazio è in tilt non solo per i concomitanti eventi atmosferici. E’ in tilt perché alle carenze quotidiane si sono aggiunti quegli imprevisti che, se inseriti in un quadro di efficienza e qualità del servizio, se affrontati con prevenzione e informazione, avrebbero potuto largamente arginare la situazione evitando ai pendolari l’ennesimo viaggio della speranza. Nessuno ha pensato che Zingaretti potesse bloccare neve e gelo con l’imposizione delle mani. Ma che avrebbe potuto in cinque anni rendere questi servizi efficienti e realmente a vantaggio dei cittadini sì. Invece del piano regionale della mobilità a garanzia dell’efficacia del sistema trasporti del Lazio, neanche l’ombra. Dell’innalzamento degli standard del servizio ferroviario e delle stazioni, dotandole di adeguato personale agli sportelli, garantendo la sicurezza dei cittadini e ripristinando lo stato dei servizi igienici neanche a parlarne. Per non parlare della revisione degli orari dei treni che, tra ripensamenti e revisioni in corso d’opera, non ha fatto che peggiorare la situazione. L’efficienza non è un miraggio. Trasformarlo in certezza si può. Si può attraverso una programmazione capace di mettere a sistema i trasporti pubblici del Lazio, colmando le evidenti carenze, preparando dei piani di prevenzione e intervento nei casi di emergenza. Si può introducendo delle misure come la detrazione di una parte delle spese per l’abbonamento del trasporto pubblico locale e ferroviario a sostegno dei pendolari del Lazio. Non si tratta di miracoli. Si chiama responsabilità nell’amministrare. Responsabilità che, dopo il 4 marzo, quando calerà finalmente il sipario su questa pièce segnata solo da inadempienze e inerzia, governerà all’insegna del centrodestra la Regione Lazio.

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