Welfare: lavoro opposizione per migliorare il testo e non per ritardarne approvazione

La proposta di legge sul “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio”, la cosiddetta proposta di legge sul Welfare, in discussione in consiglio regionale, può nel complesso essere definita una buona base di partenza. Ma resta caratterizzata da una eccessiva generalità. Manca di un’anima e, soprattutto, di azioni e interventi stringenti, efficaci e risolutivi per le problematiche che riguardano le fasce più deboli e fragili della nostra società. La proposta di legge si limita ad elencare una serie di iniziative o la “promozione” di interventi che rischiano di restare sulla carta. E questo è inaccettabile soprattutto quando siamo chiamati ad affrontare tematiche tanto importanti non solo per il presente ma, soprattutto per il futuro dei nostri cittadini. Oggi quello che serve non è una legge ma le risposte. E sono le istituzioni, è la politica, è chi amministra questa Regione che deve darle alzando le tutele rispetto a situazioni di estremo disagio in cui, complice anche la crisi economica in atto, le persone sono costrette a vivere. Partendo da questo presupposto ho presentato una serie di emendamenti, tutti di sostanza e nessuno ostruzionistico, finalizzato a migliorare il testo rendendolo capace di rispondere in concreto alle esigenze dei cittadini. Penso ai padri separati, a tutti quegli uomini che si trovano a dover affrontare situazioni di disagio nella assoluta incapacità di reagire, magari perché in un colpo solo, perdonatemi i termini, hanno perso casa, lavoro, famiglia. Si tratta di situazioni sanabili ma che se protratte e non affrontate rischiano di gravare sulla già dilagante fragilità sociale che caratterizza le nostre comunità. Penso alle persone con disabilità e alle loro famiglie che hanno bisogno, e chiedono da tempo, misure integrate per il durante e il dopo di noi. E penso, agli anziani, che troppo spesso diventano un peso per le famiglie e che hanno diritto ad un’esistenza dignitosa e adeguata anche e soprattutto in presenza di situazioni limite, segnate da degenerazioni cognitive o senili. A loro, ed ho fatto solo alcuni esempi, sono diretti gli emendamenti che ho presentato augurandomi che in consiglio regionale su temi tanto importanti e rilevanti possa aprirsi una sana e costruttiva discussione con il solo scopo di migliorare questa proposta di legge. Un confronto sereno che, a differenza di quanto sostiene la maggioranza, non può essere vittima della loro fretta di recuperare il tempo perso sinora.

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