Zingaretti ridia ‘speranza’ alla Sanità del Lazio

Nel fare gli auguri di buon lavoro al neo ministro, Roberto Speranza, auspico che quanto prima si faccia chiarezza sulle modalità d’uscita del Lazio dal commissariamento della sanità. Siamo infatti in attesa di conoscere nel dettaglio il resoconto dei tavoli di verifica di fine luglio, che avrebbero sancito l’uscita della Regione da una fase lunga 11 anni. A tal riguardo ricordo come lo scorso 31 luglio è stato approvato in Consiglio regionale un ordine del giorno con il sottoscritto primo firmatario, che impegna Zingaretti e l’assessore D’Amato a depositare i verbali delle riunioni del tavolo di verifica, nonché i piani operativi per il risanamento del Sistema Sanitario Regionale presentati nello stesso incontro. Al governatore, impegnato durante queste settimane a risolvere la crisi di governo, chiedo di tornare ad interessarsi alla nostra sanità, i cui problemi non possono passare nel dimenticatoio.
Zingaretti e D’Amato presentino quanto prima un programma triennale di riorganizzazione che preveda una nuova struttura organizzativa, investimenti tecnologici e formativi, l’aumento di produttività dei servizi sanitari pubblici, un piano di riorganizzazione e sviluppo della sanità convenzionata, un piano di riduzione delle liste d’attesa non solo basato sulla riclassificazione della domanda ma dell’aumento dell’offerta, un piano di presidio territoriale diffuso e non più sperimentale, un piano per l’azzeramento del saldo negativo della mobilità. Parallelamente va affrontato il tema del personale, da potenziare ulteriormente se non si vuole rischiare il collasso nelle strutture. E’ del tutto evidente che il sistema sanitario nazionale sempre più in sofferenza per le risorse umane ed economiche insufficienti necessita di interventi immediati. Quello delle risorse umane nel campo sanitario è un tema cruciale anche per la regione Lazio. Auspico sul piano pratico l’incremento dei concorsi pubblici nelle aziende sanitarie per l’assunzione a tempo indeterminato delle figure necessarie all’assistenza e la cura delle persone. A partire dall’inserimento di più specialisti in campo sanitario. Bisogna aumentare i contratti di specializzazione tenendo conto del reale fabbisogno nei prossimi anni.

Quanto al ministro Speranza, l’augurio è che agisca in fretta e con determinazione per continuare ad affrontare le tante criticità per nulla risolte dal precedente esecutivo, non ultimi l’approvazione del Patto per la Salute e l’individuazione di misure per fermare la violenza nei confronti degli operatori sanitari, che continua a manifestarsi con un’escalation incredibile. Un provvedimento legislativo ad hoc era in dirittura di arrivo con il precedente governo. La gravità della situazione richiede una forte presa di responsabilità da parte della nuova compagine governativa con misure immediate di tutela per i tutti gli operatori sanitari.
In particolare nel Lazio permane un clima di sostanziale sfiducia degli utenti nei confronti di chi gestisce il sistema sanitario. I cittadini purtroppo non credono più alle ‘rivoluzioni’, alla politica degli annunci e ai cambiamenti epocali sbandierati. Chiedono fatti e non parole. C’è chi dice che sperare non costa nulla. Ma io ricordo che il conto si paga sempre dopo aver consumato le illusioni. Mi verrebbe voglia di dire che ‘chi di speranza vive, disperato muore’. Ma pur appartenendo ad un altro schieramento, auspico che il nuovo ministro possa contribuire a risolvere i problemi cronici della sanità. Anche perché credo che in questo Paese non basti ‘avere speranza’ ma ci sia bisogno di ‘essere speranza’, ovvero protagonisti di un cambiamento

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