Organizzare meglio la sanità territoriale e drive-in mobili: rassicurazioni dall’assessore D’Amato
Ok la rete Covid negli ospedali, ma occorre migliorare l’organizzazione sanitaria sul territorio e rendere più mobili le postazioni drive in. Oggi nella conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale abbiamo avuto rassicurazioni dall’assessore D’Amato circa il rallentamento della curva epidemica nella nostra regione, tanto da garantire la permanenza del Lazio in zona gialla. Nell’arco di un mese l’indice rt è sceso a 0,8 mantenendosi dunque ben al di sotto di 1 e ciò indica come vi sia una diminuzione significativa della trasmissibilità del virus. Se si raffrontano i dati di oggi nel Lazio, 2.276 casi positivi a Covid, con i rispettivi venerdì del mese di novembre, si conferma un trend in rallentamento, poiché venerdì 6 novembre i casi erano 2.699, il 13 novembre 2.925 e il 20 novembre 2.667 casi. Dunque, nel raffronto con il primo venerdì del mese, abbiamo 420 casi in meno. Nel mio intervento in conferenza capigruppo ho voluto sottolineare che la Regione Lazio ha realizzato una rete covid capillare in quasi tutti gli ospedali, purtroppo però resta scoperto il nervo rappresentato da un’organizzazione territoriale deficitaria. Persiste ancora una mancanza di collegamento fra direttive impartite e recepimento delle stesse. I medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta spesso non sanno cosa fare ed andrebbero integrati meglio nel sistema. Abbiamo cittadini spesso collocati in isolamento domiciliare con tempi lunghi e attese estenuanti. Per non parlare delle difficoltà riscontrate nella macchina organizzativa per l’esecuzione dei tamponi. I drive in sono spesso troppo statici mentre dovrebbero essere mobili. Penso alla provincia di Latina con le 5 postazioni dislocate su Aprilia, Latina (2), Priverno e Gaeta. Dovremmo fare in modo di farle girare meglio ed in modo più omogeneo nel territorio. Prendo atto che l’assessore D’Amato ci ha garantito che si farà carico di questa nostra richiesta oltre della necessità di rafforzare l’organizzazione della sanità territoriale, nella speranza che le direttive preziose impartite non restino solo nella teoria ma abbiano una traduzione effettiva sul piano pratico





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